Giornata di Facoltà 2016: Un filosofico tuffo nel passato fra le rovine di Cuma, Baia e Pozzuoli

8:00 partenza. 11:00 arrivo a Cuma. 11:00 - 12:30 visita del sito archeologico di Cuma. 12:30 alla volta di Baia e Bacoli. 13:30 Pranzo a Pozzuoli. 14:30 - 16:00 visita di Pozzuoli. 16:00 partenza. 19:00 rientro in Università. 

Questo era, o meglio, avrebbe dovuto essere, il programma del 15 novembre 2016 per la facoltà di Filosofia, ma, come ogni programma, ha rivelato la sua bellezza proprio nel non esser stato rispettato.

 Ore 8:20, con una temperatura tendente allo 0, tipica delle giornate autunnali che si divertono a contraddirsi di ora in ora, finalmente raggiunge il pullman l’ultimo collega. Si parte; il lieve ritardo della partenza si è trasformato in un notevole ritardo grazie al meraviglioso traffico mattutino, ed il viaggio è finito per durare più del previsto. Il tempo però non è andato sprecato, anzi, tra spiegazioni di introduzione ai luoghi che saremmo andati a visitare, qualche canzone popolare e una breve sosta in autogrill, con conseguente abbuffata degna della seconda colazione di uno Hobbit, abbiamo trovato il modo di eludere l’attesa.

Ore 12:00, avviene l’effettivo arrivo a Cuma e, giunti al sito archeologico, veniamo subito catapultati in un’altra realtà, una realtà che risale a otto secoli prima di Cristo, così coinvolgente da farci sentire quasi inadeguati nei nostri abbigliamenti futuristici. Percorrendo la Via Sacra abbiamo attraversato l’antica colonia greca facendo le dovute soste alla Crypta romana, una parte delle antiche gallerie necessarie per i collegamenti fra le varie zone di un’area ricca di alture.

Seconda sosta, forse la più affascinante, quella all’Antro della Sibilla (foto), luogo leggendario e dalla grande suggestività. Si tratta infatti di un tunnel dalla particolare forma trapezoidale, in fondo al quale, sulla sinistra, si apre un cubicolo. Proprio questo cubicolo è ritenuto il luogo dove la Sibilla Cumana, una delle più note sacerdotesse di Apollo, esercitava la sua professione scrivendo i suoi responsi su delle foglie, che poi si divertiva a lasciar disperdere dal vento. E dopo la Sacerdotessa non poteva che venire il dio; la successiva sosta infatti è stata quella al tempio di Apollo, del quale purtroppo restano solo alcune rovine. Incantevole la vista della Terrazza del Tempio, che si apre sulla costa regalandoci l’opportunità di godere di un meraviglioso mare e di una particolare spiaggia contornata da una fitta foresta, la Selva Gallinaria. Procedendo per la Via Sacra, elevandoci sempre più, siamo infine giunti sulla sommità, dove ad attenderci, da parecchio tempo, abbiamo trovato l’antico Tempio di Giove che ci ha mostrato anch’esso i segni della sua veneranda età (ormai di quasi 27 secoli!). Tra le “rughe” del suo volto è però ancora ben riconoscibile il fonte battesimale, che fu aggiunto quando il Tempio, raggiunta l’età adulta nel VI secolo, si convertì al cristianesimo. Questa era Cuma, che ci ha tenuti felicemente impegnati fino alle 14:00 circa. Risaliti in pullman, e con un certo languorino, siamo partiti alla volta di Baia. Abbiamo nuovamente fatto qualche passo indietro nel tempo e ci siamo “immersi” nel sito archeologico delle terme di Baia. Tra tanto verde non poteva non spiccare una particolare meraviglia della natura, la pianta di fico anti-gravità, cresciuta al contrario. Anche questo sito archeologico, oltre alla ricchezza di rovine antiche, offre una favolosa vista sul mare, la quale si apre anche sul famoso Castello Aragonese, che non abbiamo avuto la possibilità di visitare ma che ci ha comunque mostrato la sua bellezza.

Tornati in pullman ci dirigiamo, per grande gioia di tutti, a Pozzuoli, dove ci attendeva il nostro gustoso pranzo a base di pesce presso il ristorante “Casa primavera”. Qui, oltre al cibo più che gradito, abbiamo avuto l’opportunità di deliziarci con i canti di un’improbabile Pulcinella che ci ha aiutato ad ingannare l’attesa fra una portata e l’altra. Questo momento conviviale si è concluso alla bellezza delle 16:30 circa, avvicinandosi ai tempi record degli interminabili pranzi di Natale. In forte ritardo sulla tabella di marcia, ma con lo stomaco pieno, ci godiamo per pochi minuti la vista sul porto di Pozzuoli e sul vicino “Macellum”, che non è un macello, come si potrebbe essere portati a pensare, bensì si tratta di un famoso monumento della zona, ovvero uno degli antichi mercati pubblici dell’epoca romana, quello rimasto più intatto. Purtroppo per questioni di tempo abbiamo dovuto lasciare Pozzuoli abbastanza in fretta. Tornati in pullman per l’ultima volta abbiamo affrontato il viaggio di ritorno con tanta energia in meno, rispetto all’andata, e con tanto sonno in più. Nelle tre ore di viaggio non sono però mancati scambi di cibo da una parte all’altra del pullman, nonché un momento dedicato alla preghiera. Tornati in Università alle h 20 passate, il pullman si è svuotato e i pullmini si sono riempiti, e, dopo una giornata tanto faticosa quanto bella e trascorsa in ottima compagnia, siamo tornati tutti a casa con un sorriso sulle labbra che si è spento solo al momento di impostare la sveglia per le lezioni dell’indomani.

Arianna Trotta (Studentessa)

 

 

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