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Seminario di studio in occasione del 50° anniversario della morte di mons. Lemaître, «padre del Bing Bang»

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In occasione del 50° anniversario della morte di mons. Georges Lemaître, lo scorso 6 maggio, il Progetto STOQ-UPS assieme alla Facoltà di Filosofia, ha organizzato un Seminario di studio dal titolo: “Vivere la fede all’interno della ricerca e dell’insegnamento della scienza è possibile?”. Numerosa la partecipazione a quella che - come ha espresso il Rettor Magnifico don Mauro Mantovani - è la prima iniziativa europea con un’attività specifica per ricordare questa splendida figura, da molti considerata il “padre del Big Bang”. Mons. Lemaître è certamente un importante testimone della necessità di allargare gli orizzonti per saper mettere in dialogo scienza e fede, ha ricordato don Luis Rosòn Galache, decano della Facoltà. Al Seminario ha partecipato con la sua presenza il Dott. Bruno Nève de Mévergnies, Ambasciatore del Regno del Belgio presso la Santa Sede, che ha rivolto un saluto speciale ai partecipanti.

 Nel corso della mattinata sono state presentate quattro relazioni inerenti il rapporto tra scienza e fede. La prima - e certamente la più attesa - è stata quella del prof. Dominique Lambert, dell’ Università di Namur. Con piacevole dinamismo ha sinteticamente tracciato i contorni biografici, spirituali e apostolici della figura di mons. Lemaître, mirabilmente abile a integrare il suo essere sacerdote con il suo essere scienziato. Nato in una famiglia che gli ha trasmesso una fede profonda, ha avuto come guida spirituale il Cardinal Mercier; l’appartenenza alla Fraternità degli Amici di Gesù ha influenzato tutta la sua vita, sostenendolo nel suo essere ricercatore, come anche nell’insegnamento. Anche nel suo lavoro di ricerca con i giovani, mons. Lemaître ha testimoniato la sua ricerca della verità vissuta sulla via della fede e su quella della scienza, senza confusione e in profonda armonia.

Il secondo intervento della mattinata è stato quello della prof.ssa Giulia Lombardi, della Pontificia Università Urbaniana. A partire dall’unicità di vita di mons. Lemaître, capace di contribuire in molti diversi campi, la relazione messo in luce che l’uomo non può essere considerato frammentato. Alla prof.ssa Lorella Congiunti - Pontificia Università Urbaniana - è stata affidata la terza relazione che ha sottolineato la necessità di interpretare e vivere il rapporto scienza-fede. L’ultimo intervento della mattina è stato a cura del dott. Giulio Meazzini, dell’Editrice “Città Nuova”. Dalla sua esperienza di giornalista ha offerto provocanti riflessioni che chiamano ciascuno a interrogarsi sulla propria visione del mondo che, seppur corretta, è parziale; da ciò la necessità di una visione unificata.

Moderato da don Joshtrom Kureethadam, docente di filosofia della scienza della FSE, la mattinata di Seminario si è concluso con le risposte da parte dei quattro relatori ad alcune domande poste dall’assemblea. A conclusione di questa prima parte del Seminario (che è proseguito nel pomeriggio con gli ulteriori interventi di alcuni studenti dottorandi) si coglie immediatamente il valore di un evento che ha permesso di valorizzare l’esempio di mons. Lemaître nell’incarnare scienza e fede non come due realtà separate né opposte, ma come linguaggi di quell’unica verità che ogni uomo deve pian piano imparare a leggere.

2017-18 - Università Pontificia Salesiana - Facoltà di Filosofia

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