FINALITÀ
Negli ultimi decenni il terzo settore (o settore non profit) si è affermato sulla scena mondiale come nuovo attore sociale, oltre agli Stati ed al mercato. Pur nella sua forte disomogeneità interna, questo mondo ha saputo imprimere significativi cambiamenti nella vita delle comunità locali, dei singoli Paesi ed a livello globale. Il corso intende favorire una conoscenza critica di questa realtà, delle sue caratteristiche unitarie e delle sue articolazioni interne (volontariato, associazionismo, imprese sociali, fondazioni…), con uno sguardo alla dimensione internazionale e con una focalizzazione approfondita sulla situazione italiana.
Il corso si prefigge di promuovere nello studente: a) una conoscenza di base della natura e dei caratteri del terzo settore nei suoi profili sociologico ed etico-valoriale; b) la comprensione della specificità della realtà italiana del terzo settore, della sua storia e dell’assetto normativo recentemente riformato; c) la capacità di distinguere le principali forme di enti di terzo settore secondo la disciplina italiana; d) la capacità di riflettere sui processi di trasformazione cui è sottoposto il mondo del Terzo settore; e) l’apertura ad alcuni significativi ambiti di innovazione e sviluppo del settore.
ARGOMENTI
• Le parole e i confini. Privato sociale, non profit, Terzo settore non sono sinonimi. Si impara che la scelta dei termini non è neutrale.
• Il fenomeno su scala mondiale. Quanto pesa il settore, come è stato misurato a livello comparato, quali teorie ne spiegano l'esistenza e la crescita.
• L'identità giuridica italiana. I principi costituzionali e la riforma del 2016-2017: che cos'è un ente del Terzo settore, quali forme assume, quali regole rispetta, quanti sono.
• Le transizioni. Riforma e pandemia hanno spostato molte cose insieme. Emerge un dato scomodo: le risorse sono concentrate dentro il settore stesso.
• L'amministrazione condivisa. L'ente pubblico può comprare una prestazione o decidere insieme che cosa fare. Il secondo caso ha in Italia una disciplina propria, originale e contestata.
• Il volontariato. Tre assi: che cosa lo rende tale e chi lo pratica, perché lo si sceglie, che cosa i volontari pensano di produrre.
• La formazione. Le organizzazioni imparano in modi diversi e diseguali. Dal 2025 le competenze acquisite come volontario possono essere riconosciute.
TESTI
Serra, G. (2026). Appunti sul terzo settore. Dispensa per il corso.
Possibili approfondimenti:
1. Consorti, P., Gori, L. & Rossi, E. (2018). Diritto del terzo settore. Bologna: il Mulino.
2. Moro, G. (2014). Contro il non profit. Roma-Bari: Laterza.
3. Putnam, R. D., Leonardi, R. & Nanetti, R. (1993). Making Democracy Work: Civic Traditions in Modern Italy. Princeton: Princeton University Press.
4. Ranci, C. (2006). Il volontariato. Bologna: il Mulino.
5. Rodotà, S. (2014). Solidarietà. Un'utopia necessaria. Roma-Bari: Laterza.
6. Salamon, L. M. & Anheier, H. K. (1996). The emerging nonprofit sector. Manchester: Manchester University Press.
7. Sen, A. (2000). Lo sviluppo è libertà. Perché non c'è crescita senza democrazia. Milano: Mondadori.
NOTE
AA. 2026-2027
ORARIO
Primo semestre
| Giovedì | |||
|---|---|---|---|
| 15.50-16.35 | Aula | ||
| 15.00-15.45 | Aula | ||
| 16.40-17.25 | Aula | ||
| Giorni | 8.45-9.30 | 9.35-10.20 | 10.35-11.20 | 11.25-12.10 | 12.15-13.00 | 15.00-15.45 | 15.50-16.35 | 16.40-17.25 | 17.30-18.15 |
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| Lunedì | |||||||||
| Martedì | |||||||||
| Mercoledì | |||||||||
| Giovedì | |||||||||
| Venerdì | |||||||||
| Sabato | |||||||||
| Domenica |
