Seminario CIR: “Ricerca empirica: Questionario online”

Lunedì 24 novembre, presso la Sala “Juan Vecchi”dell’Università, prima e “Don Quadrio” poi, si è tenuto un incontro su “Ricerca empirica: questionario online”, organizzato dal Comitato Interfacoltà per la Ricerca (CIR). I due relatori, la prof.ssa Maria Paola Piccini e il prof. Anthony Clifford Lobo, entrambi docenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale, hanno presentato il questionario online come strumento, oggi molto usato, per la ricerca empirica.

Il saluto iniziale da parte del prof. Mauro Mantovani, Vice Rettore, e la presentazione del programma prevista per l’anno accademico 2014-2015 da parte del prof. Francis-Vincent Anthony, direttore del CIR, hanno avuto seguito con la presentazione dei due relatori da parte del prof. Gustavo Cavagnari. La prof.ssa Piccini ha curato la parte teorica del tema esponendo in maniera molto chiara e vivace caratteristiche e potenzialità, ma anche limiti e attenzioni da avere nell’uso del questionario online. Facendo riferimento al noto programma “SurveyMonkey” per i sondaggi online, si è soffermata sulle importanti fasi della compilazione di un questionario. In particolare è stato affrontato il metodo di somministrazione del questionario ai potenziali intervistati, poi i modi e i tempi per coinvolgere e mantenere vivo l’interesse, e infine la collaborazione di chi viene interpellato e le attenzioni da avere per ottenere significativi risultati. A tale riguardo la prof.ssa Piccini ha sottolineato la fondamentale importanza, oltre che la corretta compilazione del questionario, della lettera di presentazione che lo accompagna e che deve garantire la privacy e la libertà dell’intervistato, ma allo stesso tempo deve anche saper trasmettere l’importanza della partecipazione dell’intervistato al sondaggio.

l prof. Anthony Clifford Lobo ha curato la parte pratica dell’incontro. Ha mostrato il modo concreto per usare e interagire con un programma di ricerca lavorando sul suo computer collegato agli schermi della sala. Questo ha permesso a tutti i partecipanti di seguire facilmente. Utilizzando il programma “LimeSurvey” ha mostrato concretamente i vari passaggi da compiere per la formulazione di un questionario: la sua gestione, la gestione dei contatti, la raccolta dei dati, la fase post-raccolta. Ha poi sottolineato che esistono dei validi modelli, anche graficamente curati, offerti dal Software che possono essere di aiuto nel realizzare il proprio lavoro personale. Interessanti informazioni sono anche state fornite sui costi o la gratuità di questi programmi di ricerca e sulle diverse opzioni che essi offrono. Fondamentale, ad esempio, la garanzia della privacy assicurata da alcuni programmi a pagamento a differenza di quelli gratuiti, compromettendone, a volte, la buona riuscita della ricerca stessa.

All’incontro erano presenti dottorandi, studenti e docenti (in tutto circa sessanta) che, dato il tema, li ha particolarmente interessati. L’incontro si è concluso con un interessante e simpatico video realizzato dagli studenti della Facoltà di Scienza della Comunicazione sociale sull’utilizzo dei social media da parte degli studenti dell’UPS, dimostrando così visivamente l’utilità e l’importanza dello strumento del questionario online nella ricerca empirica, per meglio conoscere e meglio comunicare.

Charles Péguy: La suggestione della coerenza

Lo scorso giovedì 20 novembre si è svolto, presso la Sala E. Viganò della Biblioteca Don Bosco, il Seminario di studio su Charles Péguy (scrittore, poeta e saggista), in occasione del centenario della sua morte. Il Seminario è stato promosso dall’Istituto di Dogmatica della Facoltà di Teologia e dalla Facoltà di Filosofia.

La mattinata è stata aperta dal saluto del decano della FdT, don Damasio Medeiros, a cui hanno fatto seguito cinque relazioni che hanno preso in esame la dimensione storico-culturale, epistemologica, e alcuni momenti cari a Péguy come la visione dell’essere umano e lo splendore della speranza. Il decano ha apprezzato questa iniziativa che costituisce un’ulteriore prova dell’attenzione, da parte dei docenti, di quel rapporto tra il cuore dell’uomo con le sue gioie, le speranze, le tristezze, le angosce e il messaggio della rivelazione. Péguy (1873-1914) di umile origine fu allievo dell’Ècole Normale supérieure di Parigi. Consacratosi al socialismo, nel 1907 si convertì alla fede cristiana e fu influenzato, nel suo pensiero, dallo spiritualismo di H. Bergson.

La scelta fatta per la lettura dell’opera “La suggestione della coerenza” diventa di grande interesse per la nostra cultura contemporanea, inclusa quella teologica e in sintonia con la prospettiva dell’attuale pontificato di Papa Francesco che nell’Evangeliigaudium ricorda: “Cristo sempre può, con la sua novità, rinnovare la nostra vita e la nostra comunità, e anche se attraversa epoche oscure e debolezze ecclesiali, la proposta cristiana non invecchia mai” (EG 11).

Col suo contributo, il prof. Fusco ha contestualizzato la figura e l’opera di Péguy nel clima culturale della Francia del primo Novecento, influenzata dal positivismo e dalla lettura particolare che esso assume in chiave sociologica. All’indomani della rivoluzione s’inserisce in maniera problematica la storia del cattolicesimo. Di seguito, il prof. José Luis Plascencia, trattando della dimensione epistemologica nel legame tra letteratura e teologia, dopo aver descritto come nella “bellezza” vi è il punto di convergenza tra esse, ha evidenziato tre temi: la solidarietà universale, l’incarnazione e il cuore di Dio, temi teologici, ma non estranei alla letteratura. In molti teologi, infatti, si verifica una “com-presenza” di letteratura e di teologia (per esempio Von Balthassar, De Lubac, Danielou). La letteratura può offrire un arricchimento alla teologia perché descrive i problemi dell’uomo in modo preciso e con una potenza di espressività e di evocazione.

Dopo l’intervallo, nella seconda parte della mattinata, sono intervenuti in successione la prof. Cristiana Freni e il prof. Antonio Escudero. La prof. Freni ha evidenziato la “comprensione dell’uomo nell’opera e nel pensiero di Charles Péguy”, uno scrittore che ci permette “un viaggio nell’intergralità dell’essere”, considerando tutto l’uomo nelle sue condizioni straordinarie di meraviglia, e in quelle drammatiche e di limite esistenziale. Il prof. Escudero, da parte sua, ha evidenziato come in Peguy il tema della speranza svolgeva un ruolo decisivo. La speranza è soggetta a un duplice approccio; da una parte essa è una virtù forte che sgorga dal fianco ferito di Cristo, dall’altro lato è vulnerabile, vacillante, quindi è costantemente a rischio per disattenzione, dimenticanza, abbandono di fronte al male. Péguy parla di “personalizzazione della speranza”, assomigliandola a una “bambina” che trascina e anima con vitalità la fede e la carità. Inoltre Péguy parla di “divinizzazione della speranza”, attribuendo questa virtù a Dio rivelatosi nel Figlio Gesù, che con il suo amore verso i peccatori, diviene espressione di speranza.

L’ultima relazione è stata affidata a Giulio Andrea Nobile, studente presso l’Accademia Alfonsiana di Roma che ha parlato di “Teologia morale e Charles Péguy: le spiegazioni di una ricerca che dalla vita giungono all’esperienza morale”. Nobile ha delineato la corrispondenza tra la teologia morale e l’esplorazione fenomenologica che orienta questa teologia verso lo sviluppo integrale di tutta la persona. Un aspetto importante questo, perché ai nostri giorni si parla spesso di crisi dell’uomo senza constatare da dove provenga e quali possano essere le propabilità di uscita. Spesso l’uomo, oggi, in perenne cammino, rimane bloccato all’immobilismo del proprio essere poiché si va sempre più perdendo la necessità di partire dalla sua interiorità. 

 

La Giornata di Facoltà 2014


Lo scorso mercoledì 12 novembre l’UPS si è svuotata degli studenti: è stata la giornata dei curricula ed ogni facoltà ha organizzato il suo programma di visite. Nonostante il cielo fosse grigio e la pioggia prevista, la gita della Facoltà di Filosofia non ha subito cambiamenti ed è stata, a detta di tutti i partecipanti, uno splendido evento. In circa sessanta giovani filosofi, accompagnati dal decano e da alcuni docenti, siamo partiti dall’UPS alla volta dell’Umbria. Tra canti, allegria ed una accurata introduzione culturale da parte del professor Marin, il gruppo è giunto a Norcia, città natale di San Benedetto e Santa Scolastica; dopo essersi riuniti sotto l’imponente statua del santo monaco – al centro della piazza antistante la sua casa natia – ci siamo dedicati ad una breve visita della cittadina, tra il santuario, il palazzo comunale e…le rinomate norcinerie: l’aspetto culinario – lo sanno bene gli studenti! – non può ritenersi estraneo alla cultura.

Risaliti sul pullman, ci siamo rapidamente diretti a Roccaporena, luogo che vide nascere santa Rita. In questo silenzioso paese sulle colline colorate d’autunno, nel fresco clima nebuloso, abbiamo celebrato la Santa Messa nel piccolo santuario dedicato alla santa – moglie, madre e monaca – e attiguo alla chiesetta in cui si sposò con Paolo Mancini. Quanta bellezza vivere insieme l’Eucaristia, giovani consacrati di molte congregazioni e laici provenienti da paesi diversi, riuniti per ringraziare il Signore ed affidarGli l’intera nostra “famiglia universitaria”.

Dopo la visita alla cittadina, ci siamo ancora recati alla vicinissima Cascia: lì santa Rita trascorse quasi quarant’anni in clausura, in un’intimità con Dio tale da concederle di condividere con Cristo il dolore delle spine. Così, dopo un lauto pranzo – quanto tengono alla cultura i filosofi! –, c’è stato il tempo per visitare la splendida basilica dedicata alla santa di Cascia e che conserva anche la sua salma: è stata l’occasione per affidare i nostri impegni di studio…quanta devozione alla “santa degli impossibili”!

La gita ha mantenuto vivo il clima di gioia anche nel viaggio di ritorno a Roma: qualcuno riposava, benché la chitarra suonasse coinvolgendo i numerosi che oltre a “pensare” sanno cantare. Non sono mancate le fotografie ad immortalare i momenti divertenti di una giornata che, al di là degli scatti, rimane viva nelle relazioni instaurate e strette oltre le aule.

A nome di tutti gli studenti, faccio miei i ringraziamenti rivolti dal decano a coloro che hanno organizzato questa giornata: i professori Kureethadam, Marin, Kuruvachira, e i rappresentanti degli studenti Manuel e Savino. Grazie a loro e a tutti i filosofi che hanno reso viva questa giornata.

Marco Giovanni SdB

Recensioni: A. Adriano, Sui sentieri della materia.

Fin dai tempi più antichi l’umanità ha manifestato un interesse profondo per il mondo nel quale è chiamata a vivere. Oggi l’interesse è andato aumentando in modo esponenziale, come ne fanno testimonianza, da un lato, l’accresciuta sensibilità ecologica e, dall’altro, i progressi conseguiti dalla ricerca scientifica, sia nell’ambito della struttura infinitesimale della materia, sia in quello dell’universo nella sua totalità. Le nuove conoscenze sollecitano la riflessione filosofica – nel rispetto del proprio statuto epistemico – a una rinnovata comprensione della realtà materiale, fondata sui dati esperienziali e in dialogo con le teorie scientifiche.
In questo volume l’autore intende porsi, in forma in pari tempo rigorosa e rinnovata, sui sentieri della materia studiandone successivamente le dimensioni costitutive, i coprincipi che rendono intelligibile la molteplicità e il divenire degli enti corporei e, infine, le problematiche concernenti l’origine, la configurazione e il futuro dell’universo.

Adriano Alessi, salesiano, è professore ordinario emerito di filosofia teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. È autore di diversi saggi tra cui L’ateismo di Feuerbach. Fondamenti metafisici (LAS, Roma 1975); Ludovico Feuerbach. Filosofia e cristianesimo. L’essenza della fede secondo Lutero (LAS, Roma 1981); Sui sentieri della verità. Introduzione alla filosofia della conoscenza (LAS, Roma 2003, 2a ed.); Sui sentieri dell’essere. Introduzione alla metafisica (LAS, Roma 2004, 2a ed.); Sui sentieri dell’Assoluto. Introduzione alla teologia filosofica (LAS, Roma 2004, 2a ed.); Sui sentieri dell’uomo. Introduzione all’antropologia filosofica (LAS, Roma 2006).

La FdF-UPS presente con una ricerca al Salone della CSR e dell’Innovazione sociale di Milano

(Roma, 11 ottobre 2014) - Si è tenuto, nella mattina di mercoledì 8 ottobre, un Seminario di studio su La mutualità: un processo collaborativo tra persone e organizzazioni, a cura della Società Reale Mutua di Assicurazioni in collaborazione con la Facoltà di Filosofia dell’UPS.

Il seminario era inserito all’interno degli eventi del Salone della Responsabilità Sociale d’Impresa e dell’Innovazione sociale che si è svolto a Milano,  presso l’Università Bocconi, il 7 - 8 ottobre, dal titolo Processi collaborativi: rinasce il futuro. La FF, attraverso le attività del Progetto STOQ-UPS, ha promosso una ricerca sul tema coordinata dal prof. Mauro Mantovani e presentata al Salone attraverso gli interventi del prof. Paolo Carlotti (Facoltà di Teologia dell’UPS; “La relazione di mutualità. Un contributo per la sua ermeneutica e la sua pratica”) e del prof. Romeo Ciminello (Docente presso la Facoltà di Economia e Sviluppo dell’Università Cattolica di Kinshasa e collaboratore del Progetto STOQ-UPS; “Mutualità: cambio di prospettiva. Il salto di paradigma nella responsabilità sociale dell’impresa”).

Il concetto antico di mutualità è, nell’era digitale, ancora attuale? La razionalità e l’individualismo del capitalismo possono essere riconciliati con la “natura” dell’essere umano? Il profitto può essere trasformato da “fine ultimo” a “vincolo necessario” alla sopravvivenza di ogni organizzazione/impresa? Queste alcune delle domande principali cui la ricerca presentata ha inteso fornire alcuni elementi di risposta  a partire dalla dimensione antropologica ed etica fondamentali per la considerazione dell’economia e della finanza.

I lavori, aperti dal dott. Carlo Enrico De Fernex (Società Reale Mutua di Assicurazioni) e conclusi dal prof. Elio Borgonovi (Università Bocconi di Milano), hanno previsto anche la testimonianza di due giovani, Armando Arata (Università di Torino) e Marta Giuffré (Students for Humanity – Università Bocconi). Ha moderato l’incontro il dott. Andrea Di Turi, giornalista e blogger, che ha coordinato anche la fitta serie di domande poste al prof. Carlotti e al prof. Ciminello durante il momento dei dibattito tra i partecipanti.

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